Lo stato dell'Influencer Marketing nel 2018

L’Influencer Marketing è un fenomeno in costante ascesa da non sottovalutare. Negli ultimi anni è diventato uno strumento prezioso di cui gran parte delle aziende ha fatto uso (si stima quasi l’80%, tra grandi brand e PMI). Non solo: di queste, oltre la metà ha manifestato apertamente l’intenzione di ricorrere anche in futuro al supporto degli influencers. Insomma, nel periodo a venire si stima un’ulteriore crescita del fenomeno.

La causa del progressivo interesse verso questa tipologia di marketing è da ricercarsi soprattutto nella sempre più evidente mancanza di interesse dei consumatori verso le tradizionali forme di pubblicità (inserzioni nei quotidiani, spot in rotazione alla TV e alla radio,…). Tale carenza è ancora più marcata se si considera una precisa fetta di pubblico: i famigerati (e tanto bistrattati) millennials, ovvero gli individui tra i 18 e i 34 anni.

Per la maggior parte, gli influencer nascono come creatori di contenuti (destinati al web, of course). Col tempo, complice l’affinità anagrafica e lo sviluppo delle community interne ai vari social, sono stati in grado di mettere insieme orde di fan e follower su tutte le piattaforme. Tale comportamento non è certo sfuggito alle grandi aziende che hanno visto in queste figure la ghiotta occasione per riappropriarsi di quel pubblico che, oramai, non era più in grado di raggiungere.

Lo studio

lo studio sull'Influencer Marketing

Per avere un’idea precisa dell’impatto dell’Influencer Marketing ti riporto lo studio condotto da Fullscreen e Shareablee. La ricerca ha preso in considerazione un totale di 31,802 influencers (negli USA) ed ha analizzo le metriche da loro generate (engagement, likes,…) sui principali quattro social (Facebook, Twitter, Instagram e YouTube) nel periodo che va dal 1 gennaio 2017 al 30 settembre dello stesso anno. Il pubblico di riferimento utilizzato per l’analisi ha invece visto impegnate 1200 persone, di età compresa tra i 18 e i 34 anni.

Ecco, in breve, i risultati della ricerca:

  • Twitter, nonostante sia considerato di continuo sull’orlo del fallimento (notizie recenti lo vedono, al contrario, in gran spolvero), è ampiamente utilizzato dagli influencer;
  • avere molti follower non è garanzia di successo, per raggiungere uno specifico segmento di pubblico è consigliabile valutare anche la collaborazione con personalità emergenti;
  • la creazione di contenuti non deve essere ottimizzata solo per il target di riferimento bensì essere specifica per ogni piattaforma presa in esame;
  • la fiducia che i giovanissimi hanno verso gli influencer è molto alta, ciò li rende particolarmente recettivi verso il messaggio che il brand intende trasmettere per mezzo dell’influencer;
  • l’Influencer Marketing ha un elevato tasso di successo quando si tratta di convincere i consumatori a compiere un’azione (lo studio riporta che ben il 42% degli utenti ha provato il prodotto raccomandato e che il 26% ha effettuato un acquisto dopo avere visto il contenuto di un influencer).

Le piattaforme

i social usati nell'Influencer Marketing

Fonte: Bloglovin’ Influence

Nel corso del 2017, Instagram è stata in assoluto il social più utilizzato dagli influencer. Grazie ad essa sono state condivise foto a non finire e pubblicate stories a intervalli regolari. Secondo la ricerca di eMarketer , l’utilizzo della piattaforma (e gli introiti da essa derivanti) è destinato a crescere nel corso dei prossimi anni.

Nonostante i recenti scandali (in primis la questione riguardante Cambridge Analytica), Facebook resiste saldo al secondo posto. In ottica di Influencer Marketing è usato perlopiù per condividere foto e video nativi.

Gli utenti

Ma cosa ne pensano i consumatori degli influencer?

Secondo lo studio di Fullscreen e Shareablee, il 78% del campione vede in loro l’unico scopo di arricchirsi (chi lo avrebbe immaginato! *ironia*). Caso a parte quello dei più giovani che, al contrario, sono inclini a vedere negli influencer delle figure di riferimento reputando utili i contenuti creati e autentico il modo in cui comunicano.

Influencer Marketing: cosa ne pensano gli utenti

Degna di nota è una tendenza di recente analisi (che può diventare controproducente se non gestita adeguatamente): una buona fetta di consumatori, infatti, tende a dare più fiducia a ciò che dice l’influencer a proposito del brand rispetto a quanto il brand stesso racconta di sé. 

Una necessità

L’impressione, dati alla mano, è quella che l’attività di Influencer Marketing sia passata dall’essere un’opportunità al diventare una vera e propria necessità per le aziende. Senza contare che il rapporto costi-benefici è del tutto vantaggioso, soprattutto rispetto alle compagne pubblicitarie tradizionali. Ha, insomma, tutta l’aria di essere un’attività destinata a crescere e ad evolvere senza mai fermarsi.

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