social media nel 2018 cosa è accaduto

Dopo lo scandalo Cambridge Analytica, emerso lo scorso mese di marzo, le problematiche circa la pessima gestione dei dati in casa Facebook ha monopolizzato gran parte delle notizie sul mondo dei social media nel 2018. Il costante flusso di news circa le violazioni nella privacy degli utenti, in effetti, ha segnato in maniera distintiva l’anno appena passato. Tra un’accusa e l’altra, tuttavia, il gigante di Menlo Park ha fatto del suo meglio per rilanciare i video sulla piattaforma.

A proposito di video, YouTube ha introdotto nuove opportunità di monetizzazione per tutti i suoi iscritti, mentre Instagram ha presentato al mondo la sua personale piattaforma video

Twitter, dal canto suo, si è impegnato in una massiccia opera di pulizia eliminando milioni di bot e profili fake.

Quasi tutte le piattaforme hanno rivisto le proprie politiche sulla gestione degli annunci pubblicitari, soprattutto in ambito politico. In aggiunta, è oramai impossibile entrare in qualunque social senza imbattersi in una Stories

La gestione dei dati degli utenti

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Nel bene o nel male, Facebook è stato il protagonista dei social media nel 2018.

La piattaforma non è certo nuova alle accuse di cattiva gestione dei dati dei suoi utenti, ma stavolta abbiamo assistito ad un evento a dir poco epocale. Per la prima volta la società è stata costretta a prendere dei seri provvedimenti contro le aziende cui aveva dato accesso ai suoi sistemi.

Ecco quindi che il 18 Marzo Facebook taglia i ponti con Cambridge Analytica e da il via all’ambiziosa campagna atta a ripulire l’immagine della società. Inutile dire che, nonostante gli sforzi, i problemi si siano succeduti uno dopo l’altro. Dalle inchieste sulla moderazione dei contenuti ad altri scandali legati alle falle di sistema che avrebbero esposto i dati personali di milioni di profili,….

È vero, Facebook ha occupato la scena, ma anche Twitter ha avuto le sue belle gatte da pelare. 

Nel lungo live stream di Marzo, Jack Dorsey, CEO di Twitter, ha risposto alle numerose e pressanti domande a proposito della continua diffusione di fake news e della proliferazione di profili bot sulla piattaforma.

In quell’occasione, l’amministratore delegato ha dichiarato che l’obiettivo principale di Twitter fosse quello di riportare in salute la piattaforma e di renderla sicura ed affidabile. Detto, fatto. A distanza di pochi mesi dalle dichiarazioni di Dorsey, Twitter elimina migliaia di account fake, bot e profili inattivi. 

Ma i social media nel 2018 hanno dovuto far fronte anche ad una importante novità, cui sono stati coinvolti loro malgrado. Sul fronte gestione dati è infatti impossibile non menzionare l’entrata in vigore in Europa del nuovo Regolamento sulla protezione dei dati (meglio noto come GDPR). I Marketer sono stati costretti a prendere provvedimenti circa i problemi legati alla privacy e ad attuare una serie di manovre per garantire agli utenti la totale protezione dei dati nel corso della navigazione.

Stories, stories e ancora stories

Nel mese di Giugno, Instagram ha comunicato che oltre 400 milioni di persone utilizzavano ogni giorno le Stories sulla sua piattaforma. Il dato non è naturalmente sfuggito a Facebook che, non a caso, ha iniziato a testare gli annunci pubblicitari all’interno delle sue Stories e ha infine reso disponibile tale opzione agli inserzionisti nello scorso mese di Settembre. 

A Novembre, anche YouTube ha lanciato la sua versione delle Stories. Tuttavia, solo i canali con più di 10.000 iscritti hanno accesso a tale alla funzionalità. 

La sfida di Facebook a YouTube

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Come parte dei suoi sforzi per creare un pubblico sempre più ampio, Facebook ha offerto ai content creators la possibilità di monetizzare i video inseriti nella piattaforma.

A Giugno, la compagnia ha inoltre presentato al mondo IGTV, la piattaforma video creata come implementazione di Instagram. L’adozione della piattaforma da parte degli utenti è piuttosto lenta e, al momento, non è stata introdotta alcuna forma di monetizzazione dei contenuti.

YouTube ribatte presentando una delle rivoluzioni più apprezzate nei social media nel 2018. Introduce infatti la Channel Membership e il servizio esclusivo Merchandise integrato alla piattaforma. Da una parte troviamo l’opportunità, fornita ai creator con oltre 100.000 iscritti, di proporre al proprio pubblico un abbonamento al canale, con il quale godere di contenuti e funzionalità esclusive. Dall’altra, un servizio in collaborazione con Teespring che permette agli utenti di acquistare prodotti messi a disposizione dai content creator sul proprio canale.

YouTube ha inoltre dichiarato che i creator che guadagnano cinque cifre sulla piattaforma sono aumentati del 35%. Stando alla nota, coloro che invece hanno un profitto a sei cifre sono cresciuti del 40%.

Nuove politiche pubblicitarie

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Dopo l’ammissione da parte di Facebook, Twitter e Google di interferenze russe durante le elezioni presidenziali americane del 2016, la maggior parte dei social media nel 2018 ha apportato cambiamenti radicali alle proprie politiche pubblicitarie.

Facebook ha varato nuove regole per accertare l’identità degli inserzionisti politici sulla piattaforma. L’azienda ha inoltre lanciato uno speciale archivio pubblicitario per garantire una maggior trasparenza nelle inserzioni pubblicate sul social. Anche Twitter ha introdotto il suo personale archivio che registra tutti gli annunci pubblicati sulla piattaforma in un intervallo di tempo di sette giorni.

Google è invece stato ben più drastico. Ha iniziato infatti a richiedere agli inserzionisti politici un ID emesso dal governo prima di poter introdurre in qualunque piattaforma Google un annuncio pubblicitario di natura politica. Non solo: ha inoltre fatto specifica richiesta affinché tutte le inserzioni politiche presenti suo network rivelassero chiaramente chi ha acquistato l’annuncio.

Gli inserzionisti continuano a spendere sui social…nonostante tutto

I social media nel 2018 hanno affrontato dei momenti a dir poco critici: scandali, difficili periodi di transizione, esodo di utenti,…. Abbiamo assistito al panico delle principali piattaforme social di fronte alle evidenti problematiche legate alla sicurezza dei propri utenti. Abbiamo visto i giganti moderni della tecnologia capitolare di fronte alle difficili domande legate all’influenza dei social network sulla nostra cultura. 

Tuttavia, gli inserzionisti non hanno abbandonato i social. Anzi. E la situazione non è destinata a cambiare anche nel corso del 2019, a meno che non si verifichi un calo massiccio nell’engagement degli utenti o una limitazione debilitante nelle opzioni di targeting.

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