ricerca vocale

Fino a poco tempo fa, gran parte delle ricerche su Internet veniva condotta per mezzo di pc laptop e desktop. L’aumento nell’utilizzo degli smartphone, tuttavia, inizia ad incidere profondamente nel modo in cui le persone si approcciano al web. La ricerca vocale, in particolare, è oramai una realtà, e viene impiegata attivamente per la ricerca di informazioni, locali, prodotti e servizi.

In passato, un utente (anche se in possesso di dispositivo mobile) doveva necessariamente inserire una domanda o una chiave di ricerca su Google, o qualunque altro motore di ricerca, per ottenere le notizie di cui necessitava. Ora, grazie alla ricerca vocale, attuata per mezzo di intelligenze artificiali, come Alexa e Siri, tale procedimento è stato notevolmente semplificato.

Puoi condurre delle ricerche con il solo ausilio della voce insomma: una bella comodità per milioni di utenti! Ma, per chi si occupa attivamente di SEO, questo porta ad un cambiamento repentino nelle consuete regole di ottimizzazione impiegate fino ad ora.

In che modo la ricerca vocale sta cambiando il web?

ricerca vocale

La maggior parte delle persone nel mondo possiede uno smartphone e la stragrande maggioranza degli smartphone ha integrato un sistema deputato alla ricerca vocale. Ciò significa che una fetta consistente della popolazione mondiale è in grado di utilizzare l’AI per effettuare le proprie ricerche su Internet.

La tecnologia di ricerca vocale di Google (presente nei dispositivi Android e in Google Home), in particolare, è una delle più utilizzate. Il suo lavoro consiste nel fornire risposte rapide e pertinenti alle domande degli utenti. Come porta a termine il suo compito? Fornendo agli utenti i migliori di risultati della SERP di GoogleDunque, ora più che mai, è di vitale importanza scalare il vertice della classifica e posizionarsi tra i primi risultati di ricerca.

Evoluzione delle Intelligenze Artificiali

A cambiare (e ad evolvere) non sono solo le AI, ma anche il modo in cui gli utenti effettuano una ricerca vocale.

Quando un utente utilizza Google, generalmente usa solo i termini d’interesse, ad esempio “ristorante cinese Cagliari”. Quando invece procede con una ricerca vocale, è più probabile che lo stesso utente utilizzi frasi più complesse e articolate, come “Google, dove posso trovare un ristorante cinese a Cagliari?”.

Le piattaforme AI si stanno evolvendo sempre più in tal senso. Obiettivo: rispondere in maniera umana. Per far ciò, utilizzano l’unico strumento a disposizione sul web, ovvero i testi delle pagine presenti nei risultati di ricerca.

I contenuti devono essere ben ottimizzati e in grado di rispondere in maniera chiara e grammaticamente corretta alle domande base: chi, cosa, quando, dove, perché.

Le long tail keyword formulate come domande complete o come risposte a tali domande, acquisiranno sempre più importanza poiché spesso sono proprie queste a rispondere nella maniera più corretta alle query di ricerca.

Chi procede con una ricerca vocale cerca informazioni chiave che possono, e devono, essere comunicate in maniera concisa, come informazioni relative al meteo e indicazioni stradali. In quest’ultimo caso, se in possesso di un esercizio commerciale, è ampiamente consigliato completare in ogni sua parte la tabella delle informazioni presente in Google Maps.

Ricerca vocale: la rimonta degli altoparlanti intelligenti

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Foto di Thomas Kolnowski per Unsplash

Come ben sappiamo, gli smartphone sono ovunque. Ma gli speaker intelligenti?

Secondo una ricerca condotta da Edison Research, risalente allo scorso gennaio 2018, sarebbero 39 milioni gli americani possesso di un altoparlante intelligente. Complice la campagna a tappetto di Google per la sponsorizzazione del suo Google Home, anche nel nostro Paese gli smart speaker iniziano a prendere sempre più piede.

Poiché gli speaker intelligenti non sono collegati ad uno schermo o ad un display, ciò che otterranno gli utenti al termine di una ricerca vocale sarà una risposta basata su un singolo risultato di ricerca, scelto dall’AI in un processo di selezione invisibile che richiede solo pochi secondi.

Un’azienda, un sito o un blog che non sono ben posizionati all’interno della SERP di Google, non hanno la minima possibilità di esser inclusi nei limitati risultati forniti dalla AI.

Sempre più importanza alla SEO

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Consapevoli o meno, Google, Alexa e Siri stanno cambiando la SEO.

Non resta che adattarsi. Da una maggiore attenzione ai testi pubblicati all’integrazione delle informazioni rilevanti delle attività commerciali su Google Maps, sono numerosi i passaggi da fare per cogliere al meglio l’opportunità offerta dalla ricerca vocale.

AI o meno, l’obiettivo della SEO rimane sempre lo stesso: l’ottimizzazione dei contenuti per un corretto posizionamento all’interno dei risultati forniti dal motore di ricercaCon l’avvento e l’espansione della ricerca vocale, acquisirà anzi, sempre maggiore importanza.

In definitiva: per convincere l’AI ad includere i tuoi contenuti nel limitato range di risposte che possono essere fornite all’utente, devi necessariamente occupare le prime posizioni della SERP.

 

Fonte: Search Engine Watch

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