Facebook: un mese dopo

È trascorso ormai un mese dall’esplosione dello scandalo Cambridge Analytica. Riassunto della vicenda: i dati di milioni di utenti Facebook sono stati usati in maniera illegale da un’azienda di consulenza e marketing online chiamata, appunto, Cambridge Analytica.

Cosa è accaduto nel frattempo:

  • Mark Zuckerberg ha testimoniato presso il Congresso americano e spiegato come i dati dei consumatori venissero usati dalla piattaforma (te ne sarai senz’altro accorto dalla pioggia di meme riguardanti proprio Zuckerberg)
  • ondata di proteste e dilagare di movimenti che invitavano le persone a cancellare l’account dalla piattaforma
  • nonostante i contraccolpi iniziali, il titolo in borsa ha registrando, nel primo trimestre 2018, un rialzo dei ricavi del 49% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Vediamo meglio in che stato versa Facebook in questo momento.

#deletefacebook

Sono diverse le personalità di spicco ad aver aderito all’iniziativa, tra queste Steve Wozniak (co-fondatore di Apple) e Brian Acton (co-fondatore di Whatapp). Anche Elon Musk si è unito alla causa ma ciò non sorprende: Musk non ha mai nascosto la sua antipatia verso Facebook (e il suo fondatore). 

E i comuni mortali?

Il team di Blind (l’app che, in America, riunisce la community di lavoratori delle più grandi aziende tech) ha svolto un’indagine sull’argomento, intervistando 5000 dei suoi utenti. Solo il 13,7% si è effettivamente allontanato da Facebook. Il 23,6%, nonostante abbia mantenuto l’account, ha ritoccato le impostazioni riguardanti la privacy. Ma a colpire maggiormente è il 53,1% degli utenti che ha mantenuto inalterato il profilo, senza alcun cambiamento nelle impostazioni privacy.

Facebook: quanti italiani hanno eliminato l'account

Situazione simile sul fronte italiano. Secondo l’analisi effettuata da Ipsos, società che si occupa di ricerche e analisi di mercato, il 40% degli italiani non ha cambiato le impostazioni privacy. Il 31% ha apportato delle modifiche e il 23%, pur non avendo ancora cambiato nulla, è intenzionata a farlo a breve.

Una questione di fiducia

Insomma, a ben vedere i dati non sono così disastrosi come ci si poteva immaginare. È forse perché, nonostante tutto, gli utenti si fidano ancora di Facebook?

Assolutamente no!

Hubspot ha effettuato una ricerca per sondare il livello di fiducia verso grandi brand americani e relativi CEO. Su un campione di 2319 utenti (in America e in Gran Bretagna), solo il 27% si fida di Facebook (ai primi posti troviamo Amazon e Netflix). Zuckerberg ha invece una percentuale di fiducia del 20% (in cima troviamo Jeff Bezos, CEO di Amazon, e Reed Hastings, boss di Netflix).

Facebook: la fiducia degli italiani

Per quanto riguarda l’Italia, secondo Ipsos, sarebbe il 30% degli intervistati a non fidarsi per nulla di Facebook, seguito da un 27% che afferma di avere poca fiducia verso il social.

Analizzando i due dati (fiducia e numero di account eliminati) qualcosa non torna. Al netto della scarsa stima verso il social, la percentuale di profili cancellati dovrebbe essere superiore.

La risposta ci viene fornita dallo stesso rapporto Ipsos. La maggioranza degli intervistati (83% in totale) ritiene che le società che utilizzano i dati dei social network troverebbero comunque il modo per riuscire a raccoglierli. Si tratterebbe di mera rassegnazione dunque (condita forse con una buona dose di italica pigrizia).

Propositi futuri

Facebook: nuove regole GDPR

Il prossimo 25 maggio entrerà in vigore in Europa il nuovo regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR). In previsione di tale avvenimento, Facebook ha annunciato una serie di migliorie negli aspetti legati alla privacy dei suoi utenti.

In primis, ha comunicato l’arrivo di restrizioni agli under 15, che potranno accedere a Facebook solo previo consenso di un genitore. Senza tale conferma, la versione proposta sarà limitata e gli annunci inseriti avranno minor rilevanza.

A proposito di annunci, come confermato nel comunicato ufficiale di Facebook, gli inserzionisti potranno continuare a proporre inserzioni pubblicitarie agli utenti. Tuttavia, ogni azienda dovrà assumersi la responsabilità di assicurare la propria conformità al GDPR. 

Sarà più semplice abbandonare la piattaforma in maniera definitiva. Inoltre, dal menù delle impostazioni, si potrà effettuare il download dei dati così come vengono raccolti da Facebook. Vedrai quindi tutte le informazioni da te inserite e considerate rilevanti dal social. 

In molti si aspettavano misure più rilevanti. È ancora presto per tirare le somme e solo dopo qualche mese dall’entrata in vigore della nuova normativa si potranno vedere dei cambiamenti tangibili dall’applicazione delle feature proposte da Facebook.

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