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È una delle funzionalità più richieste, e discusse, del mondo dei social media: il bottone Dislike su Facebook.

Gli utenti ne hanno più volte fatto richiesta, sin dall’implementazione sulla piattaforma della funzione Mi piace. Allo stesso modo, la società stessa ha spesso scherzato circa la possibilità di aggiungere un modo per esprimere disaccordo a determinati post o commenti. L’esperimento più recente risale allo scorso anno quando, ad un piccolo gruppo di utenti americani, è stata data la possibilità di valutare positivamente o negativamente i commenti sul social. Non si trattava di un vero e proprio pulsante Dislike, ma piuttosto di uno stratagemma per limitare l’impatto di commenti con “cattive intenzioni”. Accanto al bottone di Downvote, infatti, si poteva indicare la motivazione di tale scelta, specificando che il commento era ritenuto, ad esempio, “Offensivo” o “Fuori tema”.

il test dei dislike su Facebook

Fonte: TechCrunch

Il test è scomparso nel giro di poche settimane e, da allora, non abbiamo avuto alcun cenno dell’introduzione di un possibile pulsante Dislike su Facebook. Eppure, ciò ha dimostrato l’intenzione della società di valutare l’efficacia di tali sistemi e di comprendere se questi potrebbero essere vantaggiosi per la piattaforma.

Un sostegno nella lotta alle fake news

i dislike su Facebook potrebbero aiutare a contenere le fake news

Il bottone Dislike su Facebook sarebbe senz’altro un alleato nella lotta alle fake news e un valido aiuto nel porre un freno al dilagare di incitamenti all’odio sul social.

Ti propongo un esempio, per comprendere meglio il suo possibile contributo in tal senso. Immagina di scorrere i feed di Facebook e di imbatterti, casualmente, in un commento di palese impronta razzista/omofoba/ignorante/bigotta. Ad un primo sguardo, noti che il suddetto commento ha all’attivo oltre 2000 like. Supponiamo, per semplicità, che gli utenti ad averlo visto siano stati 30.000: la percentuale di coloro che hanno reagito positivamente è dunque minima. Tuttavia, per ovvi motivi, non puoi sapere quanti altri si siano imbattuti nel post incriminato. In tale situazione, il messaggio inviato al grande pubblico è che l’opinione espressa sia popolare. L’aggiunta di un pulsante Dislike potrebbe sopperire all’evidente mancanza di equilibrio: 2000 like e oltre 20.000 dislike sarebbe la dimostrazione tangibile che il punto di vista espresso è nettamente impopolare.

Esprimere in maniera chiara e semplice la propria estraneità ad idee ed opinioni, potrebbe contribuire a ridimensionare l’alone di popolarità di alcuni post di Facebook.

Stesso discorso per fake news e disinformazione. Se un utente condivide una notizia falsa, il Dislike sarebbe una presenza utile per indicare l’inesattezza della news. Al momento, gran parte dell’utenza sopperisce alla mancanza di un pulsante adeguato con l’utilizzo della classica faccina arrabbiata (😠). Ma, in tal caso, è facilmente insinuabile che la reazione sia scaturita dalla lettura del contenuto, e non a causa della millantata validità dello stesso.

Il Dislike su Facebook rappresenterebbe un’opportunità per ridurre la diffusione di sensazionalistiche fake news sulla piattaforma, una volta per tutte.

Problematiche e criticità

Di recente, YouTube ha lasciato intendere che potrebbe prendere in considerazione la rimozione del suo personale bottone Dislike. Il motivo? Fermare il fenomeno noto come mob downvote, ovvero la volontà, portata avanti da alcuni gruppi di utenti, di ridurre intenzionalmente la popolarità dei contenuti di massa apponendo il famigerato pollice in giù, spesso senza nemmeno aver visto il video nella sua interezza. Un esempio emblematico è il recente YouTube Rewind 2018. Il video ha in breve collezionato un numero enorme di Dislike e si appresta a diventare il contenuto con più downvote nella storia della piattaforma.

15milioni di dislike per il youtube rewind 2018

Il comportamento ha sollevato le preoccupazioni di YouTube: il Dislike potrebbe, a tutti gli effetti, rappresentare un’arma per soffocare e limitare la distribuzione di contenuti specifici. Tom Leung, Director of Project Management di YouTube, ha affermato che rimuovere del tutto la feature sarebbe un’opzione estrema ma, sottolinea, è qualcosa su cui, i piani alti del popolare social network, hanno ampiamente discusso.

I Dislike su Facebook andrebbero incontro alle stesse criticità, senza alcun dubbio.

La società ha già notato che gli utenti tendono ad additare determinate notizie come false, solo perché in contrasto con le loro convinzioni. E, se pensiamo a come il mondo politico ha spesso abusato di Facebook, è facile immaginare che il Dislike sarebbe usato per influenzare le opinioni degli elettori.

Il Dislike su Facebook renderebbe la piattaforma un luogo migliore su cui interagire?

Difficile rispondere.

Da una parte, fornire un contesto più ampio circa la popolarità dei commenti, potrebbe indurre alcune persone a rivedere, o quantomeno mettere in discussione, le proprie opinioni. Ma, dall’altra parte, il potenziale abuso che se ne avrebbe porterebbe a delle ripercussioni significative sul social (e sugli utenti).

Non sappiamo se il pulsante Dislike entrerà mai a far parte dell’ecosistema di Facebook. Ma il solo fatto che sia un’opzione dibattuta, sia dagli utenti che dalla società, dimostra che si tratta di una strada ampiamente percorribile.

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