privacy motori di ricerca

Molte persone sono a loro agio nell’aprire il proprio mondo ad altri (completi sconosciuti compresi), per altre ciò è del tutto impensabile. Tale comportamento, naturalmente, si estende anche al modo di vivere Internet e i social media.

Diversi utenti provano fastidio al pensiero che chiunque sia in grado di guardare e analizzare ogni loro mossa su Internet. Ed ecco che spesso finiscono con l’autocensurarsi e a pensare con estrema attenzione a cosa cercare sui motori di ricerca.

“Cosa hai da nascondere?”

Questa è la domanda tipo che spesso ci si sente rivolgere in queste situazioni. Purtroppo per alcuni, la risposta è spesso semplice e del tutto benevola e si può ricondurre ad una disperata ricerca di un poco di privacy.

I tempi sono cambiati

privacy motori di ricerca

I principali motori di ricerca hanno messo in secondo piano la protezione della privacy degli utenti, espandendo al massimo la propria area di sorveglianza e relegando la diffusione di informazioni vitali, circa l’utilizzo dei dati personali degli utenti, a poche righe (minuscole) inserite all’interno dei Termini di Servizio. 

Gran parte del pubblico è del tutto inconsapevole della portata del Data Mining, ovvero dell’estrazione di dati utili, che ogni giorno avviene analizzando il comportamento di ciascun individuo.

Eppure, continuiamo a sacrificare la nostra privacy per continuare ad usufruire di servizi gratuiti, come Google, ogni giorno. Gratuiti certo, ma a quale costo?

Google è pur sempre il primo motore di ricerca al mondo, ma qualcosa inizia a cambiare. Un numero crescente di utenti inizia a chiedersi se è il caso di tracciare una linea di confine ben marcata tra ciò che è tollerabile e ciò che invece lede direttamente la privacy in maniera troppo invasiva. 

È evidente quindi il motivo della costante ricerca di alternative. Ed ecco che motori di ricerca che si prefiggono come obiettivo quello di garantire la privacy degli utenti, si apprestano a vivere una seconda giovinezza. 

DuckDuckGo, ad esempio:

  • non raccoglie nessuna tua informazione personale;
  • non memorizza la tua cronologia di ricerca, dunque non ha nulla da vendere agli inserzionisti;
  • non traccia le tue ricerche.

Discorso simile per StartPage:

  • fornisce i risultati di ricerca di Google ma con una completa protezione della privacy;
  • difende i tuoi dati affinché gli inserzionisti non utilizzino i tuoi termini di ricerca per bombardarti di annunci personalizzati;
  • provvede a far scoppiare qualunque bolla di filtraggio*.

Google non può certo dire di poter garantire tutto questo. Anzi.

[* In breve, la bolla di filtraggio, o bolla dei contenuti (in inglese Filter Bubble), non è altri che un sistema di tracciamento dei comportamenti dell’utente. In base a questi, la persona viene isolata da informazioni in contrasto con la propria ideologia. A detta di qualcuno, le bolle di filtraggio sarebbero la massima espressione di personalizzazione dell’esperienza utente. Per altri, sono invece assimilabili ad una forma di censura.]

Quando è troppo è troppo

privacy motori di ricerca

Cambridge Analytica, pubblicità che ci seguono ovunque, Filter Bubble, compagnie che aggirano i sistemi di sicurezza degli smartphone per tracciarci ancora più a fondo,… Quando finirà tutto questo?

Tutto lascia intendere che le grandi aziende non abbiano la minima intenzione di cambiare. Ma se in passato si trattava di un comportamento che si tendeva a non prendere in troppa considerazione, ora la ritrovata consapevolezza degli utenti li porta a dire basta e a cercare alternative in cui venire trattati come clienti e come prodotti. 

Forse a breve assisteremo ad un esodo verso i motori di ricerca che garantiscono una maggiore privacy. O forse la migrazione sarà comunque di un numero sufficiente di individui tale da mettere con le spalle al muro colossi come Google, costringendoli a prendere le dovute misure in fatto di protezione della privacy.

La speranza tuttavia è quella che, in futuro, possano nascere sempre più realtà che diano le giuste e doverose attenzioni verso la protezione dei dati sensibili degli utentiI motori di ricerca, non a caso, sono il luogo ideale per iniziare ad intraprendere questa strada: sono infatti i luoghi di passaggio verso cui chiunque si ritrova a transitare per accedere al vasto mare di Internet. 

 

Fonte: SearchEngineWatch

You may also like

Condividi!