algoritmo di Google

L’algoritmo di Google subisce delle modifiche a cadenza quasi giornaliera. A volte le riconosciamo, a volte no. Alcune passano del tutto inosservate, altre sconvolgono gli equilibri della SERP.

Vediamo quali sono gli aggiornamenti dell’algoritmo di Google più importanti degli ultimi anni, insieme a qualche piccolo consiglio di sopravvivenza sul campo.

Panda

algoritmo di Google Panda

Tutto iniziò nel lontano 2011, quando viene introdotto il primo vero aggiornamento dell’algoritmo di Google: Panda.

Nome apparentemente innocuo, ma che celava al suo interno le prime avvisaglie della guerra che Google avrebbe portato avanti negli successivi contro la Black-Hat SEO. Lo scopo di Panda era quello di migliorare la qualità dei risultati di ricerca, filtrando tutti i contenuti di livello infimo.

Per 5 lunghi anni è rimasto separato dall’algoritmo vero e proprio. Nel 2016, tuttavia, entrò a far parte del più ampio algoritmo di Google in via definitiva. Secondo quanto affermato dalla stessa azienda, ciò è avvenuto perché il motore di ricerca non prevede altre modifiche di così ampia portata.

Gli obiettivi

  • contenuti duplicati
  • keyword stuffing
  • contenuti brevi e irrilevanti
  • spam

Consigli

Ciò su cui devi focalizzare la tua attenzione sono, prima di tutto, i contenuti duplicati. Sarebbe buona norma controllare eventuali pagine sospette con strumenti esterni, come ad esempio Copyscape (utilissimo anche nella sua versione gratuita).

Esistono però dei settori, come quello dell’e-commerce, che non possono avere contenuti unici al 100%. In questi casi, prova a pubblicare più contenuti originali e a rendere spettacolari (nei limiti del possibile) le descrizioni dei prodotti. Un’altra buona idea è quella di lasciare ampio spazio alle recensioni dei tuoi clienti.

Per quanto riguarda i contenuti brevi e irrilevanti, provvedi ad aggiungere nuove ed utili informazioni.

Altra attività per evitare che il Panda vi prenda di mira, è tenersi alla larga dal keyword stuffing: passa in rassegna le parole chiave che intendi usare nei tuoi articoli e assicurati di non esagerare.

Penguin

algoritmo di Google Penguin

Penguin è stato lanciato nel 2012 e rappresenta il passo più importante verso la lotta allo spam. In poche parole, lo scopo principale dell’aggiornamento nell’algoritmo di Google era (ed è tutt’ora) quello di dare un freno alle attività improprie di link building.

Proprio come Panda, anche Penguin è entrato a far parte dell’algoritmo base nel 2016.

Gli obiettivi

  • link da siti spam
  • link da siti irrilevanti
  • link a pagamento

Consigli

In passato, per evitare di incorrere in penalizzazioni, molti proprietari di siti web evitavano del tutto l’inserimento di qualsivoglia link esterno. Sappiamo bene che questo è un atteggiamento improduttivo e che i link possono invece rivelarsi uno strumento utilissimo per la scalata ai vertici della SERP. I consigli da seguire sono pochi e semplici:

  • inserisci i link a siti sicuri (e possibilmente autorevoli)
  • linka a risorse utili all’utente
  • utilizza link nofollow (se sei un abile smanettone puoi utilizzare una semplice stringa HTML, in caso contrario puoi avvalerti di un plugin WordPress)

EMD (Exact Match Domain)

algoritmo di Google EMD

Usciamo, per il momento, dal mondo animale ed entriamo in quello, altrettanto ampio e complesso, dei domini web.

L’aggiornamento EMD è stato introdotto nell’algoritmo di Google nel 2012 ed aveva l’intento preciso di penalizzare qualunque sito avente nel proprio dominio web le esatte parole chiave usate dagli utenti nel motore di ricerca: si tratta di domini acquistati con l’unico scopo di ottenere un buon posizionamento nella SERP, ma aventi al loro interno contenuti pressoché nulli.

Gli obiettivi

  • domini dalla corrispondenza esatta con pochi contenuti

Consigli

Sia chiaro: non c’è nulla di male dall’avere un dominio a corrispondenza esatta. L’unica vera condizione per non subire penalizzazioni, è quella di avere all’interno del sito web contenuti pertinenti e di qualità.

Pirate

algoritmo di Google Pirate

Ricorderai senz’altro i giorni in cui i siti con contenuti piratati occupavano le prime posizione dei motori di ricerca e la pirateria era ovunque su Internet. Per ovvie ragione, era giunto il momento di fermarla e Google ha reagito al problema introducendo, nel 2012, il suo aggiornamento Pirate. L’obiettivo del nuovo algoritmo di Google era quello di penalizzare tutti i siti che violavano in maniera più che evidente le leggi sul copyright.

Tieni a mente che tale aggiornamento non poteva in alcun modo portare alla rimozione del sito, ma provvedeva “solo” a penalizzarlo e a farlo scendere di parecchie posizioni dalla classifica dei risultati di ricerca.

Gli obiettivi

  • violazioni del copyright

Consigli

Non ci sono molti consigli in questo caso particolare: l’unica via è quella di pubblicare contenuti originali ed evitare in ogni modo di distribuire contenuti di terzi senza il permesso esplicito del proprietario.

Hummingbird/RankBrain

algoritmo di Google Hummingbird

A partire dal 2013, Google si è prefissata come obiettivo quello di “educare” il suo motore di ricerca ad una miglior comprensione delle intenzioni di ricerca degli utenti. Ha introdotto dunque Hummingbird nello stesso 2013 e, nel 2015, RankBrain. I due algoritmo si completano a vicenza, ma differiscono in alcuni aspetti:

  • Hummingbird è il principale algoritmo di Google deputato alla comprensione delle query di ricerca (in particolare riferite a frasi lunghe ed articolate, piuttosto che a singole parole chiave)
  • RankBrain è il sistema di apprendimento automatico aggiuntivo di Humminbird: sulla base di dati storici sul comportamento degli utenti, aiuta Google ad elaborare e rispondere a domande uniche, originali e non familiari

Gli obiettivi

  • long tail keyword
  • query di ricerca non familiari
  • linguaggio naturale
  • esperienza utente

Consigli

È una buona idea espandere la ricerche delle keyword, da utilizzare per gli articoli sul sito web, anche alle parole correlate e ai sinonimi.

Inoltre, vista la sempre maggiore capacità di Google di comprendere il linguaggio naturale, occorre prestare particolare attenzione anche all’ideazione dei titoli e alla scrittura delle meta description.

Pigeon/Possum

algoritmo di Google Pigeon

Sia Pigeon che Possum hanno preso di mira la local SEO e sono stati creati per migliorare la qualità dei risultati di ricerca locali.

Pigeon, lanciato nel 2014, è stato progettato per legare l’algoritmo base di Google a quello locale. Posizione e distanza hanno iniziato dunque ad esser presi in considerazione durante la classificazione dei risultati di ricerca.

Due anni dopo, al lancio dell’aggiornamento Possum, Google ha iniziato a restituire risultati di ricerca più vari a seconda della posizione fisica del ricercatore.

Gli obiettivi

  • visualizzazione di siti web autorevoli e ben ottimizzati nei risultati di ricerca locali
  • visualizzazione di risultati di ricerca più vicini alla posizione fisica del ricercatore

Consigli

Sapendo che i fattori applicabili alla SEO tradizionale hanno iniziato ad essere importanti anche per la SEO locale, i proprietari di attività commerciali dovrebbero concentrare tutti i loro sforzi sull’ottimizzazione on-page. Per essere incluso nell’indice locale di Google, assicurati di avere una pagina Google My Business per la tua azienda locale.

Fred

algoritmo di Google Fred

Fred è il nome non ufficiale di un altro aggiornamento dell’algoritmo di Google mirato a penalizzare tutti i siti web che non hanno altro scopo se non quello di monetizzare.

Gli obiettivi

  • monetizzazione aggressiva
  • annunci fuorvianti o ingannevoli
  • ostacoli e problemi all’esperienza utente
  • scarsa compatibilità mobile
  • contenuti brevi e perlopiù inutili

Consigli

Inserire annunci sul proprio sito web è cosa buona è giusta. Tieni però a mente che sarebbe opportuno non esagerare nella quantità e studiare il corretto posizionamento degli stessi, in modo tale che non ostacolino la lettura degli articoli da parte dell’utente.

Mobile Friendly Update/Mobile-first indexing

algoritmo di Google mobile first indexing

L’aggiornamento del 2015 Mobile Friendly Update, conosciuto anche con l’evocativo nome di Mobilegeddon, è stato progettato per fornire maggior rilevanza ai contenuti ottimizzati per dispositivi mobile all’interno delle ricerche effettuate proprio da mobile.

L’aggiornamento in sé non è stato sufficiente, e nel 2018 è stato introdotto nell’algoritmo di Google il Mobile-first indexing, con cui il motore di ricerca ha iniziato ad indicizzare le pagine orientate al mondo mobile.

Gli obiettivi

  • tutti i siti (mobile friendly e non)

Consigli

Se non hai ancora adattato il tuo sito web ai dispositivi mobile, è ora di rimediare! Se reputi che invece sia ben ottimizzato, esegui il test per verificare se soddisfa tutti i requisiti Google. In caso di dubbi, tieni a mente le raccomandazioni in materia di mobile SEO della stessa big G.

Page Speed Update

algoritmo di Google pagespeed

L’aggiornamento Page Speed, introdotto nel luglio 2018, ha finalmente reso la velocità della pagina web un fattore di ranking per i dispositivi mobile: i siti web più veloci dovrebbero dunque posizionarsi più in alto nei risultati di ricerca.

Naturalmente, si tratta di un aggiornamento recente nell’algoritmo di Google e necessita di molto altro lavoro da parte del team di sviluppo. Secondo alcuni esperimenti, infatti, i siti lenti ma con elevato punteggio di ottimizzazione non sono stati minimamente toccati da queste ultime modifiche.

Gli obiettivi

  • siti lenti con basso punteggio di ottimizzazione

Consigli

Alcuni dei fattori che influenzano il punteggio di ottimizzazione dichiarato ufficialmente da Google:

  • riduci le dimensioni dei file attivando la compressione
  • migliora i tempi di risposta del tuo server
  • ottimizza le immagini
  • preferenza verso i contenuti visibili.

 

Fonte: SearchEngineWatch

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