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internet è un diritto umano?

Forse è giunto il momento di considerare l’accesso ad Internet come diritto umano fondamentale, al pari dell’acqua, del cibo o dell’elettricità.

Nel 1943, lo psicologo statunitense Abraham Maslow pubblicò un documento, diventato uno dei capisaldi della letteratura di genere, dal titolo A Theory of Human Motivation. Di certo ti sarà capitato sott’occhio almeno una volta nella vita. Il testo è infatti rappresentabile con una piramide, a simboleggiare la gerarchia dei bisogni umani.

La piramide di Maslow consiste in 5 livelli principali (dal basso verso l’alto): bisogni fisiologici (cibo, acqua,…), bisogno di sicurezza (familiare, di salute,…), appartenenza (amicizia, affetto familiare,…), stima (autostima, rispetto reciproco,…) e infine il bisogno di autorealizzazione (moralità, creatività, accettazione,…).

Secondo Maslow, dobbiamo cercare di soddisfare ogni esigenza di un dato gradino prima di poter passare a quello successivo. D’altronde l’intera gerarchia sarebbe compromessa se sopraggiunge l’impossibilità di soddisfare i primissimi bisogni fondamentali, quelli fisiologici e legati alla sicurezza.

Tuttavia, sono numerose le figure del mondo delle scienze e della cultura a ritenere che la gerarchia teorizzata da Maslow necessiti di un ammodernamento: la natura stessa dei diritti infatti cambia di pari passo con l’evoluzione della società.

Il diritto fondamentale alla libertà di connessione

internet diritto umano

Foto di John Schnobrich per Unsplash

La delibera delle Nazioni Unite…

Già nel 2012, le Nazioni Unite consideravano l’accesso ad Internet come un diritto umano, affermando che ogni individuo avesse il diritto di connettersi e di esprimersi liberamente su Internet

Prima ancora, nel 2010, uno studio condotto da GlobScan per il BBC World Service evidenziava quanto gli individui ritenessero fondamentale la presenza di Internet nelle loro vite. Su un campione di 27.000 adulti, intervistati in 26 diversi paesi del mondo, circa il 79% di loro riteneva l’accesso ad Internet un diritto umano innegabile.

In epoca recente, nel 2016, il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite ha pubblicato una delibera che condanna, in maniera esplicita, le misure adottate dai governi per bloccare l’accesso ad Internet per qualsiasi dato motivo. La delibera, non vincolante, ribadisce che i diritti che le persone hanno offline devono protetti anche online.

…la realtà dei fatti

Come vedi, le risoluzioni internazionali e le dichiarazioni di buona volontà emesse dai più alti organi governativi, non mancano. Ma come si traduce tutto ciò nella realtà?

Esistono un’infinità di dati e studi che contrastano con quanto appena affermato.

Il rapporto di Facebook, datato Febbraio 2016, stima che oltre 4 miliardi di persone in tutto il mondo, per la maggioranza locate in paesi in via di sviluppo, siano “offline”. Sottolinea inoltre che le donne abbiamo meno del 50% di probabilità di accedere ad Internet.

Ciò significa che oltre la metà della popolazione globale continua a perdere i vantaggi, sociali e finanziari, promossi da Internet.

Recentemente, la Commissione Banda Larga per lo Sviluppo Sostenibile ha pubblicato un altro rapporto che indaga sullo stato dell’accesso alla banda larga nel mondo. Da quanto riportato, collegare i prossimi 1,5 miliardi di persone avrà un costo di 450 miliardi di dollari.

“Le infrastrutture a banda larga sono vitali per i paesi, essenziali come le reti idriche o elettriche.” afferma Houlin Zhao, segretario generale dell’International Telecommunication Union (ITU), l’organizzazione internazionale che si occupa di definire gli standard in fatto di telecomunicazioni. 

Il rapporto identifica 7 obbiettivi chiave su cui tutti i governi dovrebbero lavorare nei prossimi anni:

  • rendere universali le politiche legate alla banda larga;
  • rendere accessibile a tutti la banda larga;
  • portare le persone online;
  • far acquisire a quanti più individui possibile le competenze digitali minime;
  • utilizzare servizi finanziari digitali;
  • concedere la libertà di creare business online;
  • raggiungere l’uguaglianza di genere nell’accesso alla banda larga.

Una linea sottile

La linea di demarcazione tra “online” e “offline”, si assottiglia anno dopo anno. Nel prossimo decennio potrebbe persino scomparire del tutto.

Limitare o bloccare l’accesso di un individuo ad Internet è ora uno dei metodi più efficaci per rimuoverlo dalla società. 

Con le restrizioni di Internet e il crimine informatico destinato solo ad aumentare, è forse ora che i governi diano per assodata l’importanza della rete e provvedano a consolidare l’accesso ad Internet come uno diritti umani fondamentali.

 

Fonte: EdgyLabs

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